Vive e lavora a Roma. Gli studi compiuti in paesi di lingua
diversa l'hanno resa sensibile alle problematiche del linguaggio.
Si è rivolta alla sperimentazione poetico-visiva nel 1965.
Opera da allora in questo settore sia a livello creativo che a livello
critico. Frequenti i suoi interventi sul territorio, sempre
di matrice linguistica, con grandi strutture simboliche come l'Ovo
di Gubbio, l'Albero Capovolto, il Libro-campo. All'uso di elementi
alfabetici si è nel corso degli anni sostituito il ricorso
al linguaggio planetario dell'archetipo simbolico. Numerose le sue
performance, fondate sempre sull'uso trasgressivo della parola.
Ha tenuto mostre personali in Italia e all'estero. Ha partecipato
a diverse edizioni della Biennale di Venezia e a Documenta di Kassel
nel 1982 . E' autrice di monografie edite in Italia e negli
Stati Uniti e di saggi e articoli in riviste italiane e straniere.
Ha curato mostre per sedi pubbliche in Giappone, Australia, Stati
Uniti, Brasile, Colombia, Spagna, Grecia, Finlandia, Germania, Italia.
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